Tante lingue, un’unica comunità.

La nostra UDA congiunta all'interno della sperimentazione del Modello Organizzativo Finlandese

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Elisa Ferrero

Docente e referente

Il team congiunto degli insegnanti di tutte le 17 classi MOF dell’Istituto, nel mese scorso, ha scelto di concentrarsi sui valori dell’internazionalismo e dell’intercultura per celebrare la Giornata Internazionale della Lingua Madre, attraverso la progettazione di un’Unità di Apprendimento dedicata, in linea con i principi del Modello Organizzativo Finlandese (MOF), che promuove un apprendimento attivo, cooperativo e centrato sull’esperienza.
Per circa una settimana, nei giorni precedenti e successivi a sabato 21 febbraio 2026, i nostri alunni e le loro famiglie sono stati coinvolti in attività interdisciplinari che li hanno portati a riflettere sulle differenze e sui punti in comune tra le lingue e le culture dei popoli di tutto il mondo, valorizzando il ruolo della scuola come comunità aperta e inclusiva.
Le classi prime hanno avviato il loro percorso di scoperta a partire dalla domanda: “Che lingua parlo?”. Il confronto è proseguito con la visione di un breve filmato sul tema e con il coinvolgimento delle famiglie, invitate a portare in classe un saluto nella lingua d’origine, spesso poco conosciuta soprattutto dai bambini di seconda generazione. Il momento più significativo è stato lo scambio, organizzato tramite collegamento, tra le diverse classi prime, durante il quale i bambini si sono salutati nelle rispettive lingue. Questa esperienza ha favorito lo sviluppo di competenze comunicative e relazionali, in un contesto di apprendimento autentico e partecipato.
Le classi seconde e terze hanno ascoltato la lettura di un albo illustrato e, con l’aiuto dei familiari degli alunni – invitati nelle classi dei propri figli – hanno provato a pronunciare e scrivere i nomi degli animali presenti nella storia in tutte le lingue rappresentate. Poiché il linguaggio del cibo è universale, è stata inoltre organizzata una festa per condividere tradizioni culinarie italiane, cinesi, rumene, marocchine, albanesi, rom e molte altre. Le culture presenti nella nostra scuola sono numerose: una ricchezza straordinaria. Ma quante sono esattamente? I bambini hanno quindi progettato e realizzato un’indagine per scoprirlo, raccogliendo e confrontando dati significativi, secondo un approccio laboratoriale e di ricerca tipico del MOF.
Le classi quarte e quinte hanno letto l’albo illustrato “Una coperta di parole”, che affronta con delicatezza il tema della migrazione dei bambini e del loro arrivo in una terra straniera, dove si parla una lingua sconosciuta. Dopo un momento di riflessione condivisa, ogni alunno ha scelto parole della propria lingua d’origine da inserire nella propria “coperta di parole” e ha individuato elementi della propria cultura da condividere con i compagni durante la festa conclusiva, organizzata con la partecipazione delle famiglie. Il percorso ha valorizzato l’identità personale e culturale di ciascun alunno, elemento centrale nel modello educativo di ispirazione finlandese.
Lo scambio è stato intenso e significativo: i bambini si sono raccontati, sono nate nuove connessioni anche con le famiglie e qualcuno ha riscoperto una parte sopita della propria identità, acquisendo maggiore sicurezza in sé. Tutti hanno imparato almeno una parola in un’altra lingua o assaggiato un cibo tipico di un’altra cultura, esprimendo il desiderio di conoscere il mondo.
Gli alunni hanno lavorato in piccoli gruppi, affrontando situazioni problematiche e producendo materiali da esporre. A conclusione del percorso, hanno compilato un questionario di gradimento, raccontando ciò che hanno scoperto, assaggiato e imparato, in un’ottica di autovalutazione e riflessione metacognitiva.
Le attività sono state organizzate coinvolgendo la maggior parte delle discipline e proposte attraverso metodologie attive, collaborative e inclusive, caratteristiche del Modello Organizzativo Finlandese. In tutte le classi sono stati presentati albi illustrati, per partire da suggestioni fatte di immagini e storie capaci di emozionare e includere. Spesso i bambini sono stati invitati a discutere per confrontarsi tra loro, per raccontarsi, conoscersi e costruire insieme nuove conoscenze, sviluppando curiosità e apertura verso la diversità.

 

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