“La musica d’insieme come pratica trasformativa”. Questo il titolo del convegno il 16 maggio a Eufonica, evento annuale organizzato da Indire a Bologna.
Tre le parole chiave di questa edizione: inclusione, partecipazione e benessere. Partendo dal domandarci cosa succede quando la musica entra a scuola come linguaggio in una prospettiva interdisciplinare e inclusiva, numerosi docenti, dirigenti scolastici, ricercatori si sono avvicendati nella condivisione di esperienze significative.
Anche il nostro istituto è stato invitato a raccontare l’esperienza di alfabetizzazione musicale e di pratica d’orchestra e coro che parte dalla scuola dell’Infanzia e attraversa la Primaria, fino a giungere ai percorsi a indirizzo musicale della Secondaria di I grado, con particolare riferimento alla sperimentazione della Curvatura.
Che cosa significa essere sezione/classe a Curvatura musicale? E più in generale quali sono i punti chiave che hanno condotto la nostra scuola a identificare nella musica d’insieme una delle scelte strategiche per lo sviluppo di competenze e per il contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, per rendere protagonisti i nostri allievi del rinnovamento del territorio?
“Dall’aula all’orchestra” non è un progetto, ma un approccio di sistema che coinvolge circa 400 studenti e colloca la pratica musicale all’interno del curricolo, non solo affiancando ai docenti di classe musicisti esperti dell’associazione Pequenas Huellas che con l’istituto collabora dal 2015, ma proponendo un’ottica che interseca profondamente l’educazione musicale con la costruzione della progettazione didattica, a partire dall’implementazione del tempo scuola dedicato alla musica. I docenti sono allora chiamati non solo a una partecipazione attiva alle lezioni condivise con gli esperti, ma a costruire unità di apprendimento e percorsi interdisciplinari.
La scuola si fa motore della comunità educante più ampia e costruisce reti sul territorio (come il Patto di comunità) con cui condividere la mission di educare attraverso il linguaggio universale per eccellenza. Le orchestre e i cori composti dalle classi, che hanno anche occasione di lavorare insieme anche fra ordini di scuola diversi, si ispirano al modello delle orchestre sociali, in cui l’accesso non è selettivo, l’obiettivo non è la performance ma l’esperienza stessa e i processi che attiva, l’inclusione è concreta poiché si parte dall’intenzione di progettare esperienze musicali che permettano a tutti una partecipazione significativa.
Si è parlato dunque di monitoraggio delle ricadute sul processo formativo, di necessità di formazione dei docenti ed anche di criticità legate ai finanziamenti, poiché l’intento non è e non può essere realizzare un’esperienza interessante ma isolata nel tempo, ma radicata, una infrastruttura culturale sistemica e duratura.
L’Onorevole Spadolini, che già aveva espresso l’apprezzamento del MIM attraverso il conferimento del titolo di “Progetto innovativo d’eccellenza”
, ha rinnovato il plauso e l’invito a proseguire nella direzione scelta. Il confronto con altre esperienze ha rappresentato un momento arricchente, che ha permesso anche di guardare al cammino fin qui fatto con occhi altrui, riflettendo e riconoscendo i punti di forza e i margini di miglioramento. Un grazie alla dott.ssa Annamaria Capra, ex dirigente scolastica di questo istituto, che ha voluto essere presente al convegno in qualità di volontaria di Pequenas Huellas e che ha incoraggiato negli anni la nascita del percorso sperimentale di Curvatura musicale della scuola d’Infanzia e Primaria, promuovendo l’obiettivo della continuità.
Raffaella Porta
Luoghi
Via degli Abeti, 13
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