“4 Novembre. La scuola non si arruola. Contro la militarizzazione della cultura, contro il riarmo e le politiche di guerra, per sostenere la Palestina. Costruiamo l’alternativa”.
Il convegno si svolgerà interamente on line dalle 08.30 alle13.30.
Il programma della giornata si trova nella locandina allegata, così come le modalità di
iscrizione al convegno.
È possibile partecipare fruendo del permesso giornaliero di formazione ai sensi dell’art. 36
del CCNL 2019/21.
Con la legge n. 27 del 1 marzo 2024 è stata istituita, il 4 novembre, la Giornata dell’unità nazionale
e delle forze armate, data in cui i/le docenti delle scuole di ogni ordine e grado vengono invitati/e
ad accompagnare i propri studenti e studentesse a celebrazioni che esaltano i valori della patria e
del sacrificio, con particolare riferimento al primo conflitto mondiale.
«Si intende ricordare, in special modo, tutti coloro che, anche giovanissimi molto giovani, hanno
sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori
immutati nel tempo, per i militari di allora e quelli di oggi», recita la legge.
Si tratta invece, a nostro avviso, di un salto di qualità della ideologia militarista che porta dentro le
scuole di ogni ordine e grado una forte ventata di nazionalismo, attraverso la retorica del
compimento dell’unità nazionale, e di militarismo, con ampio ricorso alla retorica del sacrificio. La
storia ci ricorda invece che la Prima Guerra Mondiale fu, per il nostro Paese, oltre che un atto di
aggressione, una vera e propria carneficina.
Simili celebrazioni – la prima guerra Mondiale venne preceduta da aggressioni coloniali dell’Italia
monarchica e liberale che cercava di entrare nel novero delle grandi potenze – rappresentano
dunque un ulteriore passo avanti rispetto al processo di normalizzazione della guerra, in un
contesto Europeo e mondiale che, con i progetti di riarmo e l’investimento di ingentissime risorse
nella difesa e nella sicurezza, avrà presto ripercussioni dirette sulle spese sociali, sul welfare,
sull’istruzione, sulla sanità.
Questo anno poi è purtroppo tragicamente automatico parlare del genocidio in Palestina,
espressione più evidente di quel riordinamento economico-politico-militare mondiale che non può
prescindere dalla guerra e dal colonialismo. Un Genocidio in diretta e in corso, che il mondo della
scuola non vuole appoggiare ma vuole anzi in ogni modo contrastare.
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università consideriamo il 4
novembre non una giornata di festa e da celebrare, ma piuttosto una giornata di lutto. Una
narrazione falsa che tace sulla violenza e le distruzioni della guerra, che marginalizza la cultura
della pace e l’educazione improntata sulla risoluzione pacifica dei conflitti.
Ci opponiamo con forza e determinazione al militarismo e alla guerra e a gran voce diciamo “Il 4
novembre non è la nostra festa!”, invitando così i/le docenti a disertare le iniziative ad esso legate,
a denunciarle e a partecipare al convegno che abbiamo organizzato per il mattino e alle
mobilitazioni previste per il pomeriggio in tutta Italia.
Fuori i militari, il militarismo e la guerra dalla scuola!
Cosa possiamo fare se il 4 novembre siamo individuati come accompagnatori/trici a iniziative per
la giornata delle forze armate?
1) Iscriverci al convegno organizzato dall’Osservatorio per la mattina del 4 novembre (consulta
il sito dell’Osservatorio (https://osservatorionomilscuola.com/) per prendere visione del
programma e scaricare il modulo di domanda da produrre alla scuola); la formazione è un
diritto: come docenti abbiamo 5 giorni all’anno di permesso retribuito per la formazione e se il preside dovesse fare problemi nella concessione del permesso, si può scrivere all’Osservatorio (osservatorionomili@gmail.com) e avrete il supporto, anche normativo, necessario;
2) Presentare una dichiarazione di indisponibilità o una rimostranza (in allegato o da scaricare
dal sito dell’Osservatorio); si tratta di un documento in cui si ribadisce la propria obiezione
di coscienza relativamente alla presenza dei militari in ambiente scolastico; il preside
potrebbe o individuare un/a sostituto/a oppure procedere con ordine di servizio oppure
tacere; nel secondo e terzo caso consigliamo di procedere con la procedura prevista per la
rimostranza che comunque può essere presentata anche indipendentemente dalla
dichiarazione di indisponibilità. Ricordiamo che, in ogni caso, se l’attività prevista per il 4
novembre si tenesse fuori dalla scuola, non sussiste alcun obbligo per il docente di
accompagnare la classe (le uscite didattiche sono svolte sempre su base volontaria);
Presentare un atto di rimostranza, un atto perfettamente legale e previsto dalla normativa in base
al quale un dirigente della pubblica amministrazione non può impartire ordini con vizi legislativi. Se
vi viene chiesto di accompagnare una classe a una qualche forma di parata militare senza che
questa attività sia stata deliberata dal Collegio Docenti e/o dal Consiglio di Classe, potete opporvi.
Di fronte a una circolare che vi individua come accompagnatori/trici dovete richiedere (per scritto)
un ordine di servizio; quando arriva l’ordine di servizio potete utilizzare il modello di atto di
rimostranza scaricabile dal sito dell’Osservatorio (meglio protocollare il tutto nella segreteria della
scuola). Di fronte a una rimostranza, il preside ha due strade:
a) b) Non risponde; a questo punto la rimostranza si intende accolta e non sussiste più l’obbligo
previsto dalla circolare o dall’ordine di servizio su cui la rimostranza stessa è stata prodotta;
Il preside reitera l’ordine di servizio; a questo punto il lavoratore ha due scelte: o ottempera
oppure decide di resistere con la consapevolezza che può incorrere in provvedimenti
disciplinari (sui quali l’Osservatorio dà la massima disponibilità a dare l’eventuale copertura
legale)
Documenti
Luoghi
Via degli Abeti, 13
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