“Non tutte le aule hanno quattro mura” è il titolo della tesi di laurea di una studentessa di Scienze della Formazione Primaria che ha scelto di dedicare la propria ricerca all’outdoor education, mettendo a confronto una classe di Torino e una di Roccabruna, in Valle Maira.
La classe torinese protagonista dello studio è una delle sedici classi del nostro Istituto che sperimentano il MOF – Modello Organizzativo Finlandese, un modello educativo che pone al centro l’apprendimento attivo, il benessere degli alunni, la fiducia nelle loro capacità e una didattica capace di superare i confini tradizionali dell’aula. Ma all’interno dell’intero istituto la pratica della scuola all’aperto caratterizza le giornate di moltissimi alunni. Molte classi infatti aderiscono al progetto dell’asl di Torino Muovinsieme – Un miglio al giorno che incentiva la pratica della camminata sportiva ed esplorativa nei dintorni della scuola per promuovere uno stile di vita sano e una scuola aperta al territorio.
In questo contesto, il territorio diventa una vera e propria risorsa educativa: non soltanto lo spazio in cui si trova la scuola, ma un ambiente ricco di opportunità di osservazione, scoperta, ricerca e costruzione di conoscenze.
L’outdoor education rappresenta uno dei pilastri del MOF infatti lo scorso anno un gruppo di docenti del nostro Istituto si è recato in Finlandia attraverso il progetto Erasmus plus per conoscere da vicino le pratiche educative che caratterizzano questo modello organizzativo. L’esperienza ha permesso di osservare come gli spazi esterni vengano utilizzati quotidianamente per promuovere un apprendimento autentico, interdisciplinare e fondato sull’esperienza diretta.
Il MOF non propone semplicemente di “fare lezione fuori”, ma invita a ripensare il modo di insegnare: gli alunni diventano protagonisti del proprio percorso di apprendimento, imparano attraverso l’osservazione, la ricerca, il gioco, la collaborazione e la risoluzione di problemi reali, mentre l’insegnante assume il ruolo di guida e facilitatore.
Una delle docenti coinvolte nel progetto, che insegna Laboratori di Fondamenti e Didattica della Geografia presso il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli Studi di Torino, ha raccontato l’ esperienza finlandese nel volume La scuola all’aria aperta. L’Outdoor Education per rinnovare la didattica delle discipline, curato da Cristiano Giorda e Matteo Leone.
Come si traduce tutto questo nella nostra scuola?
I nostri plessi si trovano in un contesto urbano e periferico, spesso circondato da asfalto e traffico. Eppure ogni territorio, anche quello apparentemente più ordinario, custodisce storie, relazioni e opportunità di apprendimento.
Nelle nostre classi si impara a leggere osservando le insegne dei negozi del quartiere; si riconoscono le forme geometriche negli edifici e negli elementi del paesaggio; guardando l’orizzonte si individuano le montagne e le colline, ci si interroga sul percorso della Stura e si costruiscono ipotesi che diventano occasioni di ricerca.
L’ambiente circostante stimola continuamente domande.
Che cosa c’è sulla collina di Superga che accompagna il nostro sguardo ogni giorno? Cosa esisteva qui prima della costruzione della nostra scuola? Come cambierebbe la fiaba di Cappuccetto Rosso se la protagonista abitasse in piazza Rebaudengo e dovesse raggiungere la nonna in corso Giulio Cesare?
Sono proprio queste domande ad alimentare una didattica attiva e partecipata.
Per trovare le risposte organizziamo uscite sul territorio, come la visita a Superga, che permette di osservare il quartiere e Torino da una nuova prospettiva. Intervistiamo i nonni e gli abitanti del quartiere per ricostruirne la memoria storica. Analizziamo il territorio per individuarne risorse, criticità, luoghi del cuore e ipotizziamo possibili miglioramenti…aggiungendo un briciolo di immaginazione.
L’outdoor education, però, non si limita agli spazi vicini alla scuola.
Può significare salire sul tram 4, simbolo della mobilità sostenibile cittadina, per attraversare Torino e raggiungere un teatro, un museo, una mostra o andare in centro a seguire un antico muro per scoprire la forma dell’antica Augusta Taurinorum ai tempi della sua fondazione. Ogni spostamento diventa parte integrante del percorso didattico e un’occasione per sviluppare autonomia, cittadinanza attiva e consapevolezza del patrimonio culturale.
Anche il cortile scolastico si trasforma in un laboratorio a cielo aperto: si coltivano piante, si osservano alberi, fiori e piccoli animali, si seguono i ritmi delle stagioni. Persino l’edificio della scuola può diventare oggetto di studio, essere misurato, rappresentato da diversi punti di vista e riprodotto attraverso modellini.
Il cortile diventa così il luogo ideale per leggere insieme, svolgere attività di matematica, organizzare giochi cooperativi, cacce al tesoro o percorsi a stazioni.
Una scuola che apre le porte al mondo
L’outdoor education non rappresenta un’attività occasionale, ma un modo diverso di concepire l’apprendimento. Nel MOF il territorio entra nella scuola e la scuola esce nel territorio, costruendo un dialogo continuo tra esperienza e conoscenza.
Ogni strada, piazza, parco, edificio o evento culturale può trasformarsi in un’aula. Perché imparare significa osservare, esplorare, fare domande, collaborare e vivere esperienze autentiche.
Non tutte le aule hanno quattro mura, le migliori, spesso, sono quelle che ci aiutano a guardare il mondo con occhi curiosi e a imparare direttamente da esso.
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